Manifesti postmoderni dal 1970 a oggi

I cambiamenti in atto nella società dopo il 1968 si ripercuotono anche sulla critica alla società dei consumi. Di conseguenza la pubblicità per i beni di consumo, che impiega regolarmente manifesti di stile internazionale, viene presa di mira e la sua estetica fredda, formale e dogmatica messa in discussione.

Wolfgang Weingart

Weingart Wolfgang, L’arte dello scrivere, Kunstgewerbemuseum di Zurigo, Museum für Gestaltung, dal 13 giugno al 30 agosto 1981, 1981, offset, 125,5 x 88,5 cm
Manifesto postmoderno di Wolfgang Weingart, 1981
© Wolfgang Weingart

In Svizzera è soprattutto Wolfgang Weingart (1941), che insegna a Basilea accanto ad Armin Hofmann, ad abbandonare lo stile internazionale. Alla fine degli anni Sessanta inizia a dubitare dei principi dello stile tipografico internazionale. L’utilizzo del computer e l’introduzione della fotocomposizione cambiano completamente anche il modo di lavorare del grafico, che ora deve adottare nuovi metodi. Questa rivoluzione tecnica porta più libertà, operazioni più rapide e costi più contenuti.

Weingart capisce ben presto la portata di questo sviluppo. Inizia a creare manifesti la cui apparente complessità e confusione sono in effetti espressione di spontaneità, dinamismo e senso dell’umorismo e riflettono i tempi.

I sostenitori di una tradizione rivisitata

Schraivogel Ralph, Cinemafrica, Afrika, Filmpodium, Kino, Filmtage, 1991, Offset, 128,5 x 91 cm
Manifesto di Ralph Schraivogel per il festival Cinemafrica, 1991
© Ralph Schraivogel

I sostenitori di una tradizione rivisitata come i grafici zurighesi Siegfried Odermatt (1926–2017) e Rosmarie Tissi (1937) sono ancora influenzati dallo stile internazionale e lo adeguano ai nuovi procedimenti tecnici.

Entrambi sono

  • meno rivoluzionari di Weingart e creano manifesti più facilmente interpretabili;
  • elaborano soluzioni tipografiche e spaziali meno rigorose di quelle dei loro predecessori;
  • arricchiscono il linguaggio dello stile internazionale attraverso le loro composizioni più agili e maliziose;
  • considerati i precursori della corrente nota come postmodernismo.

Questa corrente è seguita tuttora, per esempio da Ralph Schraivogel (1960).

La grafica, e con essa il manifesto, si trovano in costante evoluzione. Nuove possibilità tecniche e nuovi prodotti esigono nuovi metodi e strategie pubblicitari. Per soddisfare la sua funzione informativa e promozionale il manifesto non deve soltanto riflettere il gusto estetico del momento, ma addirittura anticiparlo, riformularlo oppure definire il gusto di domani come tendenza.

Ultima modifica 07.12.2018

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