Delle uniformi per nulla uniformi

I soldati che sfilano durante una parata militare indossando abiti mimetici o divise identiche offrono un’immagine uniforme (dal latino una forma) che simboleggia il potere militare. Contrastano invece con questa immagine i disegni di Adolf Pochon che raffigurano le uniformi militari della Guardia Svizzera Pontificia in una moltitudine di fogge e colori.

Di Christina Gerber

Raffigurazione di un soldato della Guardia Svizzera Pontificia in uniforme ordinaria con gorgiera bianca, maniche e pantaloni a sbuffo.
Adolf Pochon: Guardia Svizzera Pontificia, soldato in uniforme ordinaria del 1821

Chi non conosce la sfarzosa e colorata uniforme della Guardia Svizzera Pontificia, con la gorgiera bianca e le maniche e i pantaloni a sbuffo? Questa divisa militare dai colori blu, rosso e giallo fu introdotta dal comandante Jules Maxime Repond (1853–1933) ispirandosi alle uniformi delle prime «guardie del Papa» risalenti al XVI secolo. È indossata dalla Guardia Svizzera Pontificia fin dal 1914. Detta anche uniforme di gala, questa tenuta è utilizzata per scopi di rappresentanza. Le guardie svizzere dispongono anche di una più sobria uniforme di esercitazione di colore blu, di un’uniforme per gli allenamenti e addirittura di un abito, che utilizzano quando prestano servizio di protezione ravvicinato. Le guardie con i tamburi indossano un’uniforme diversa, di colore giallo–nero, mentre gli ufficiali vestono una divisa di velluto rosso. Passando in rassegna le diverse tenute, appare evidente che le uniformi militari sono mutate nel tempo e si distinguono anche in funzione del loro scopo e del grado di chi le indossa. 

L’abito fa il soldato

Le uniformi, composte da giubba blu e pantaloni rossi, si distinguono per i dettagli di calzature, copricapo, maniche e colletto.
Confronto tra un caporale e un tenente colonnello in uniforme del 1850 (acquerelli di Adolf Pochon)

La cura del dettaglio nel raffigurare i diversi gradi militari risulta evidente dal raffronto tra due disegni del 1850 che ritraggono un tenente colonnello e un caporale, di grado inferiore. Sono soprattutto gli accessori a contraddistinguere i diversi gradi militari: calzature più semplici rispetto a scarpe pesanti, una cintura più sottile rispetto a una più larga o una spada lunga fino al ginocchio a fronte di una che scende fino a terra, sono la chiara dimostrazione del fatto che un caporale è subordinato a un tenente colonnello. Mentre il caporale indossa uno sciaccò (copricapo cilindrico) con pompon, il tenente colonnello ne porta uno con una piuma. Anche le maniche e i colletti della giubba nonché il colore dello sciaccò si differenziano rivelando il grado subordinato o superiore.

Tonalità multicolori

Anche l’uniforme della banda della Guardia Svizzera Pontificia è particolarmente variegata. Visto che durante l’esecuzione dei brani di musica militare le impressioni visive si sommano a quelle sonore, l’aspetto esteriore dei musicisti riveste un ruolo significativo.Raffrontando la divisa invernale della guardia con il tamburo del 1831 con quella estiva, si constata che sia l’uniforme da parata invernale sia quella estiva è dotata di spalline che le conferiscono un aspetto festivo. Il doppio pompon rosso orna sia lo sciaccò che protegge dal sole nella stagione calda, sia il copricapo di pelliccia che riscalda nella stagione fredda. Nel periodo estivo, il tamburino indossa pantaloni sottili, chiari e leggeri, mentre in inverno veste pantaloni scuri e più pesanti con bande decorative.

Uniformi in rapida evoluzione

La tenuta invernale, dotata di copricapo in pelliccia e pantaloni scuri pesanti è molto più calda di quella estiva, provvista di sciaccò e pantaloni chiari.
Guardia con tamburo in uniforme invernale e in uniforme estiva del 1831, due acquerelli di Adolf Pochon

Osservando i disegni acquerellati di Pochon, raffiguranti le uniformi della Guardia Svizzera Pontificia nel periodo tra il 1793 e il 1860, si nota chiaramente l’evoluzione che hanno seguito nel corso del tempo. A seconda dell’ordinanza sono stati introdotti nuovi colori e disposte modifiche sia all’abbigliamento che all’equipaggiamento. A volte in una determinata epoca vengono ripresi particolari di un periodo storico precedente.

Nelle immagini sottostanti, il sergente del 1793 indossa un elmo di metallo con una piuma, una corazza, una giubba appena sopra la vita e pantaloni rossi a sbuffo con ampie bande blu, mentre nel 1797 la giubba scende fino ai fianchi e i pantaloni rossi a sbuffo sono dotati di bande chiare e sottili. 25 anni più tardi, i pantaloni sono completamente rossi e la giubba lunga fino ai fianchi non è più blu, ma nera. I calzettoni, che alla fine del XVIII secolo erano chiari, ora sono rossi. Dopo altri 20 anni, il colore dei calzettoni è passato al marrone e anche nei pantaloni si ritrova questo colore, accanto a tonalità di rosso. La giubba è blu scura. La divisa del 1860 ricorda quella del 1820, con la giubba nera e i calzoni rossi.

Cinque immagini che illustrano l’evoluzione dell’uniforme da sergente, descritta nel testo
Adolf Pochon: uniformi da sergente 1793, 1797, 1822, 1842 e 1860

Gli acquerelli delle uniformi della Guardia Svizzera Pontificia rappresentano nella loro varietà un corpus comprendente più di 1000 disegni di uniformi, realizzati da Adolf Pochon. Essi raffigurano le uniformi militari di diversi reggimenti svizzeri e di truppe mercenarie in servizio all’estero in tutte le loro sfumature: si collocano in epoche storiche diverse, illustrano vari gradi militari, evocano scopi differenti e riportano con dovizia di particolari accessori come copricapi, calzature, cinture, bandiere e attrezzature.

Le immagini di Adolf Pochon conferiscono vivacità alla storia militare svizzera e al variegato mondo dell’uniformologia.

Adolf Pochon nasce nel 1869 a Cortaillod e muore nel 1931 a Berna. Nel 1898 si sposa con Lina Anna Demme. Dopo un apprendistato da orefice in Germania, nel 1899 rileva l’attività del padre, insieme al fratello Hans. Collabora al Dizionario storico e biografico della Svizzera ed è membro del comitato della Società svizzera per una collezione storica relativa al periodo della Prima guerra mondiale. È inoltre collezionista, disegnatore e copista di uniformi militari. Il Gabinetto delle stampe della Biblioteca nazionale svizzera ospita l’archivio Adolf Pochon, nel quale sono catalogati più di 1400 disegni e acquerelli di uniformi militari storiche.

Bibliografia e fonti

Ultima modifica 05.02.2026

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