Passim 23 : Premi letterari

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Si celebra in questo 2019 il Premio Nobel per la letteratura assegnato a Carl Spitteler cento anni fa. La ricorrenza funge da spunto per una discussione attorno al ruolo e la funzione dei premi letterari. La letteratura e i premi hanno da sempre una stretta correlazione: che effetti e che valore hanno nel mondo della letteratura? Cosa portano ad un’autrice o a un autore? Giovanni Orelli disse che i riconoscimenti «servono forse indirettamente per la diffusione del libro» e un premio, oltre ad essere «accompagnato da qualche ghello», può aumentare le possibilità di traduzione per farsi conoscere nella parte tedesca e francese della nazione1.

La difficoltà di far attraversare le Alpi ad un libro viene aiutata dal mercato librario ma pure da istituzioni, città o fondazioni. Si sconfina così nella politica culturale, con i premi letterari che diventano una componente della promozione e del sostegno della cultura. Locali, nazionali o internazionali, per la carriera o per una singola opera, suddivisi per fasce di età, aree linguistiche e confini cantonali, consacrati ai debuttanti o riservati ai soli prosatori o ai poeti, i premi attestano dei meriti e sono in grado di sezionare la letteratura. Di certo la loro assegnazione lascia delle tracce, canonizza, crea discussioni, porta visibilità nell’immediato e presenta ai posteri una sorta di memoria letteraria. Sul podio di questo numero di Passim salgono alcuni aspetti, con sullo sfondo una carrellata di riconoscimenti conservati in archivio.

 

Passim 23 | 2019 (PDF, 1 MB, 26.06.2019)Bulletin des Schweizerischen Literaturarchivs | Bulletin da l’Archiv svizzer da litteratura | Bollettino dell’Archivio svizzero di letteratura | Bulletin des Archives littéraires suisses

Ultima modifica 26.06.2019

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