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Passim 34: Scrivere-Tradurre

Copertina con foto di Flurin Bertschinger, Biblioteca nazionale svizzera

Chi scrive e traduce si ritrova regolarmente su doppie pagine in cui la propria voce autoriale dialoga con parole da trasferire in un altro contesto linguistico. La polisemia, le metafore e le irregolarità linguistiche della letteratura pongono sfide particolari da affrontare come un’immersione delicata, cercando di rimanere credibilmente invisibili o – quanto meno – discreti. Una circospezione e una ricerca linguistica che può portare a un arricchimento della propria attività letteraria. Lo si nota, infatti, quando il processo di trasposizione di immagini e ritmi solletica la mente creativa, andando a influenzare la poetica di autrici e autori. Il pungolo può arrivare da una richiesta editoriale oppure nascere dalla sfida di allontanarsi dal raggio d’azione conosciuto e prediletto. 

La traduzione può dunque diventare un intimo percorso verso qualcosa di nuovo, una via da attraversare e sulla quale conviene incamminarsi ben attrezzati: quali gli accorgimenti e i punti fermi? Quali gli equilibri? Quando fermarsi? Passim 34 lo ha chiesto ad autrici e autori che sono loro stessi letterariamente produttivi e che si sono confrontati con questi interrogativi nella loro funzione di interpreti poetici. 

Oltre alle interviste e alle analisi puntuali degli studiosi, la consueta galleria tematica propone alcuni esempi dai risvolti sorprendenti.