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Comunicato stampaPubblicato il 24 giugno 2025

Una donazione eccezionale: la Fondation Catherine Gide affida alla Biblioteca nazionale svizzera l’archivio di André Gide

Bern , 24.06.2025 — L’Archivio svizzero di letteratura (ASL) della Biblioteca nazionale svizzera (BN) arricchisce la sua collezione con l’archivio di André Gide (1869–1951). Il prof. Peter Schnyder, presidente della Fondation Catherine Gide di Olten, ha donato all’ASL questo fondo comprendente manoscritti, documenti personali e fotografie che testimoniano la grande influenza dello scrittore francese sulla letteratura del Novecento. L’ASL si occuperà di catalogarlo e metterlo a disposizione del pubblico e della ricerca.

André Gide e sua figlia Catherine Gide (Ascona, 1947).

Nell’autunno del 2024 la Fondation Catherine Gide, nella persona del suo presidente Peter Schnyder, ha donato l’archivio di André Gide (1869–1951) all’ASL della BN. Definito dal suo amico scrittore e disegnatore André Rouveyre il «contemporaneo capitale» della sua generazione, in effetti la figura di André Gide domina sotto molti punti di vista il panorama letterario francese fin dalla prima metà del Novecento. Caposaldo della Nouvelle Revue française, di cui è stato anche cofondatore nel 1909 e che pochi anni dopo ha segnato la storia delle Éditions Gallimard, lo scrittore ha esercitato un’influenza considerevole sulla sensibilità estetica e le sfide intellettuali del suo tempo. La portata del suo impegno morale ed estetico si riflette anche nella diversità dei generi letterari a cui si è dedicato, dal saggio al romanzo, passando per il teatro, l’autobiografia, il diario e gli scambi epistolari. Ogni sua opera rappresenta un modo sottile di rimettere in questione punti di vista espressi in precedenza, come dimostrato da testi tanto diversi quali Paludes («Paludi») (1895), Les Nourritures terrestres («I nutrimenti terrestri») (1897), Les Caves du Vatican («I sotterranei del Vaticano») (1914), Les Faux-monnayeurs («I falsari») (1925) o anche il suo Diario (1887ꟷ1950).

André Gide è stato un critico letterario e un saggista esigente ma aperto a sensibilità diverse, da Montaigne a Dostoevskij, passando per Oscar Wilde e Henri Michaux. È stato anche uno scrittore impegnato: fin dai primi anni del Novecento è entrato in polemica con Maurice Barrès e Charles Maurras sul concetto di «sradicamento»; nel 1924 ha difeso l’omosessualità nel saggio Corydon («Corydon»), scritto sotto forma di dialogo; nel 1927, nel suo Voyage au Congo («Viaggio in Congo»), ha denunciato gli abusi commessi dalle società concessionarie nell’Africa Equatoriale Francese; pur essendosi avvicinato all’ideologia comunista all’inizio degli anni Trenta per ragioni di giustizia sociale, in Retour de l’URSS («Ritorno dall’URSS») (originale del 1936) e poi nelle («Postille al mio Ritorno dall’URSS») non ha esitato a criticare il regime stalinista. Successivamente, ha preso le distanze dalla figura dell’intellettuale impegnato. La carriera di André Gide è stata coronata dal Premio Nobel per la letteratura nel 1947. Lo scrittore ha ricevuto la notizia durante uno dei suoi numerosi soggiorni presso il suo editore neocastellano Richard Heyd.

Rapporti regolari con la Svizzera

I legami di André Gide con la Svizzera sono molteplici: fin da giovane risiede più volte in Romandia, dove scrive in particolare Paludes («Paludi») e alcuni capitoli de Nourritures terrestres («I nutrimenti terrestri»). Inoltre, la Brévine (NE), dove soggiorna, fa da sfondo al suo romanzo La Symphonie pastorale («Sinfonia pastorale») (1919), un capitolo de L’Immoraliste («L’immoralista») (1902) è ambientato a Neuchâtel e in Engadina, mentre la seconda parte de I falsari si svolge a Saas-Fee, in Vallese. Lo scrittore intrattiene anche buoni rapporti con la Société d’étudiants de Belles-Lettres di Losanna, che nel 1933 mette in scena un adattamento teatrale de Caves du Vatican («I sotterranei del Vaticano»).

Istituita dalla figlia di André Gide nel 2007, la Fondation Catherine Gide, che porta il suo nome e ha sede a Olten, lavora per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio dello scrittore, sostenendo la ricerca letteraria e i progetti interdisciplinari a lui correlati, con lo scopo dichiarato di mantenere vivo il ricordo di André Gide e del suo mondo. Nell’intento di preservare la biblioteca e i documenti del padre, Catherine Gide aveva accettato di gestirne il lascito, inizialmente coadiuvata da un «comitato» composto da Pierre Herbart, Jean Lambert, Roger Martin du Gard, Arnold Naville e Jean Schlumberger. Alcuni importanti manoscritti erano stati ceduti a istituzioni patrimoniali come la Bibliothèque littéraire Jacques-Doucet e la Biblioteca nazionale di Francia quando André Gide era ancora in vita. La sua biblioteca e quella del padre, il professore Paul Gide, sono conservate presso la biblioteca municipale di Rouen, mentre un altro insieme di libri e documenti si trova presso la Fondation des Treilles in Provenza.

Un fondo eccezionale

L’archivio André Gide donato all’ASL è composto da tutti i documenti che la figlia Catherine ha portato con sé quando si è trasferita a Olten nel 1990, ovvero: il fondo di manoscritti e documenti, il fondo fotografico e una biblioteca di edizioni originali e di libri su André Gide. Il primo fondo è conservato in un centinaio di scatole d’archivio contenenti testi manoscritti, dattiloscritti o stampati relativi ad alcune importanti opere dell’autore, come il famoso Voyage au Congo («Viaggio in Congo») o il suo ultimo lavoro, Thésée («Teseo») (1946). Comprende inoltre numerose note preparatorie, bozze, ritagli di giornale e prove di stampa. Una parte importante di questo fondo è costituita dalla corrispondenza, in particolare riguardo a edizioni, riedizioni, diritti esteri e traduzioni. Nel corso dei prossimi due anni, l’ASL realizzerà un catalogo completo della collezione, oltre a lanciare progetti di valorizzazione scientifica e a continuare la collaborazione con la Fondation Catherine Gide. Dal febbraio 2025 l’archivio André Gide è così andato ad arricchire i fondi letterari conservati presso l’ASL, affiancandosi a quelli di altri nomi importanti di autrici e autori stranieri come Patricia Highsmith, Hermann Hesse o Rainer Maria Rilke.

L’Archivio svizzero di letteratura (ASL), fondato nel 1991 dietro iniziativa di Friedrich Dürrenmatt, fa parte della Biblioteca nazionale svizzera e conserva oltre 400 fondi letterari, biblioteche d’autore e archivi di autori e autrici del XX e XXI secolo.

La Biblioteca nazionale svizzera (BN), istituzione dell’Ufficio federale della cultura (UFC), colleziona gli Helvetica, ossia testi, immagini e documenti sonori inerenti alla Svizzera, conservando così la memoria collettiva del nostro Paese. In collaborazione con altre istituzioni, permette al grande pubblico di accedere al patrimonio culturale. In qualità di servizio centrale getta un ponte tra passato, presente e futuro, rispecchiando la pluralità culturale e linguistica della Svizzera e promuovendo la condivisione e l’innovazione.

Indirizzo cui rivolgere domande

Stéphanie Cudré-Mauroux, caposezione supplente dell’Archivio svizzero di letteratura, Biblioteca nazionale svizzera

Tel. +41 58 4632355, stephanie.cudre-mauroux@nb.admin.ch

Comunicato stampa

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