Una doppia eredità: Friedrich Staub e la Biblioteca nazionale svizzera
Il cuore della Biblioteca nazionale svizzera, fondata nel 1895, è costituito da una collezione privata che non solo rispetta in toto la missione di questa istituzione nazionale, ma va addirittura oltre. Il suo proprietario, lo zurighese Friedrich Staub, noto come fondatore del dizionario «Schweizerisches Idiotikon», non ha solo raccolto una vasta collezione di Helvetica stampati, ma è stato anche l’ideatore di questa istituzione, che voleva fosse chiamata «Biblioteca centrale della letteratura svizzera».
Di Dr. Isabelle Kirgus

Friedrich Staub, un appassionato di lingue
Friedrich Staub (1826–1896), il cui bicentenario ricorre nel 2026, è originario del comune di Männedorf sul versante orientale del lago di Zurigo (Goldküste). Cresciuto in una famiglia benestante di industriali, studia storia e filologia a Zurigo e a Bonn. Sin da giovane si appassiona alla cultura e alla storia della Svizzera e, in particolare, allo svizzero-tedesco. Dopo aver lavorato per molti anni come insegnante in un collegio privato, dal 1871 al 1887 è impiegato presso la biblioteca della città di Zurigo, l’odierna Zentralbibliothek. Il suo amore per i libri e la lingua svizzera lo motiva ad avviare già nel 1862 il progetto del dizionario «Schweizerisches Idiotikon. Wörterbuch der schweizerdeutschen Sprache» in collaborazione con il linguista svizzero Ludwig Tobler (1827–1895). Si tratta di un’opera lessicografica che tuttora documenta il vocabolario dei dialetti svizzero-tedeschi. A quest’opera Friedrich Staub lavora in veste di redattore capo e finché è in vita riesce a pubblicare quattro volumi.
Raccolta di testi e illustrazioni sulla cultura di un Paese
È proprio lavorando al dizionario che Friedrich Staub si rende conto di una lacuna[ST4.1]: reperire le fonti per documentare le parole dello svizzero-tedesco con le diverse varianti regionali è particolarmente complicato. Infatti, anche decenni dopo la fondazione dello Stato federale nel 1848, le fonti bibliografiche sulla Svizzera sono ancora sparse per tutto il Paese, ammesso che vengano collezionate. Pochi anni prima della sua morte, il 4 marzo 1891, Friedrich Staub scrive una lettera personale indirizzata all’allora Consigliere federale dell’interno Carl Schenk (1823−1895), nella quale esprime la necessità di istituire una «Biblioteca centrale della letteratura svizzera». Nella stessa lettera accenna anche al mandato di collezione necessario per tale istituzione. Oltre alla letteratura nazionale e straniera che riguarda «il nostro popolo e il nostro Paese», Staub si impegna anima e corpo a favore delle «rappresentazioni artistiche». Si riferisce alle opere artistiche stampate che ritraggono la Svizzera e il suo popolo, ossia vedute paesaggistiche e urbane, ritratti, ma anche rappresentazioni di usanze o eventi storici. Ritiene infatti che queste rappresentazioni figurative siano complementari ai documenti testuali e che la commistione di testi e immagini sullo stesso tema sia il fondamento ideale per la ricerca scientifica sulla Svizzera.
Il Consiglio federale sottopone quindi questa richiesta privata alla «Kommission für schweizerische Landeskunde» che, nel marzo del 1892, raccomanda: «La Confederazione affidi alla Biblioteca centrale federale il compito di collezionare tutte le pubblicazioni stampate in Svizzera, comprese immagini di ogni genere, spartiti musicali e altro materiale, e metta a disposizione dell’istituzione il personale necessario a questo scopo» (AFS, E 83 / 1000 / 1162). Il decreto federale emesso alla fine del 1894 suggella l’iniziativa di Friedrich Staub gettando così le basi della Biblioteca nazionale svizzera.

Un’acquisizione di ampia portata
La Biblioteca nazionale svizzera entra in funzione nel 1895. Friedrich Staub ci tiene molto ad affidare a questa istituzione la sua collezione privata di testi sulla cultura nazionale, raccolta nel corso di decenni e utilizzata come «biblioteca di lavoro» per la redazione del dizionario «Schweizerisches Idiotikon». Il lessicografo muore un anno dopo la fondazione dell’istituzione da lui stesso promossa, ma la sua famiglia riesce comunque a realizzare il suo sogno. Nel dicembre del 1897 l’Assemblea federale, su richiesta del Consiglio federale, stanzia la somma di 25 000 franchi per l’acquisto della «collezione di libri e fogli» di Friedrich Staub da destinare alla Biblioteca nazionale svizzera. Questa cifra sembra davvero enorme, ma si tratta di acquistare circa 100 000 documenti. All’epoca, ossia nel 1898, la Biblioteca nazionale svizzera era al quarto anno di attività e aveva acquisito 100 000 opere stampate (rapporto annuale 1897). L’acquisto della collezione di Friedrich Staub fa raddoppiare il fondo e questo crea notevoli difficoltà al personale che non ha risorse sufficienti per la catalogazione, avviata nel 1898. Tuttavia, la prima sede della Biblioteca nazionale svizzera, ossia un appartamento di quattro locali in Christoffelgasse 7, nel centro di Berna, non è progettata per far fronte a una crescita così rapida dei fondi. La situazione si risolve soltanto nell’autunno del 1900, quando la Biblioteca nazionale svizzera si insedia nell’edificio di nuova costruzione in Archivstrasse, l’attuale sede dell’Archivio federale svizzero.

Un vero e proprio tesoro di testi e immagini
Oltre ai circa 22 000 documenti scritti (libri, opuscoli, riviste e pubblicazioni di società), la cui acquisizione è del tutto comprensibile per una biblioteca nazionale, la cosa sorprendente nella collezione di Friedrich Staub, comprendente ben 100 000 unità, è la presenza di circa 73 000 «fogli». Questa categoria comprende anche vedute e panorami stampati, ritratti di cittadine e cittadini svizzeri, rappresentazioni di costumi tradizionali, feste e sfilate, ma anche illustrazioni storiche e caricature. La Biblioteca nazionale svizzera entra quindi in possesso di uno straordinario patrimonio iconografico, in linea con le raccomandazioni della commissione fondatrice. Gli Helvetica iconografici non vengono però inclusi nel mandato di collezione della Biblioteca nazionale svizzera, sancito per la prima volta nella «legge federale sulla Biblioteca nazionale svizzera» del 1911. Ciononostante, con il Gabinetto delle stampe l’istituzione dispone ancora oggi di un’unità che, in base all’ordinanza sulla Biblioteca nazionale del 1998, continua a dedicarsi al patrimonio culturale iconografico della Svizzera e, quindi, implicitamente, anche all’eredità di Friedrich Staub.
Una doppia eredità
Con l’acquisizione della collezione privata di Friedrich Staub, che combina patrimonio culturale testuale e iconografico, il desiderio di questo filologo e bibliotecario dal pensiero visionario è stato realizzato, seppure dopo la sua morte. Friedrich Staub è quindi entrato nella storia della Biblioteca nazionale svizzera per ben due motivi: come suo ideatore e, materialmente, come benefattore grazie al lascito della sua ampia collezione di scritti e immagini, che costituisce la base dell’odierno patrimonio di conoscenza denominato «Biblioteca nazionale svizzera», comprendente diverse milioni di unità.

Biografia e fonti
- «Gründung einer schweizerischen Nationalbibliothek: Vorbereitendes Material», Dossier nell’Archivio federale svizzero (AFS, E 83 / 1000 / 1162)
- Bibliothèque nationale suisse : Troisième rapport annuel, 1897
- Schweizerische Nationalbibliothek - 125 Jahre = Bibliothèque nationale suisse - 125 ans = Biblioteca nazionale svizzera - 125 anni = Biblioteca naziunala svizra - 125 onns / hrsg. von Schweizerische Nationalbibliothek ; Redazione: Cathy Strahm (NB), Hannes Mangold (NB), Berna: 2020
- Walter Haas: Das Wörterbuch der schweizerdeutschen Sprache. Versuch über eine nationale Institution. Hrsg. von der Redaktion des Schweizerdeutschen Wörterbuchs, Frauenfeld: Huber, 1981